La segretaria

Driiin, driiin!

“Studio dentistico buongiorno!”

“Buongiorno, sono la mamma di figlia1, siamo appena state lì da voi, ho preso appuntamento per il 28 ma deve perdonarmi, purtroppo in quella data la bambina ha un impegno scolastico, possiamo spostarlo?”

“Certo signora…vediamo…il 4?”

“No purtroppo è in gita”

“Il 7?”

“È già dai nonni”

“Il 15?”

“Montagna”

“20?”

“No!”

“Il 21 alle 12?”

“Acqua!”

(Ve la farò breve ma la battaglia navale è andata avanti qualche minuto)

“Ah guardi abbiamo un buco il 5 alle 13,15”

“Perfetto, la prendo alla mezza da scuola”

“Allora a presto!”

“Grazie e arrivederci!”

Chiudo il telefono e contemporaneamente vengo inondata da una sensazione di panico che si trasforma immediatamente in un senso di vergogna.

Driiiin, driiin!

“Studio dentistico buongiorno!”

“Sì buongiorno, scusi sono quella di poco fa, abbiamo appena chiuso, la mamma di figlia1…. senta abbia pazienza con me… lasciamo tutto com’è, il 28 va benissimo, sa ho sbagliato giorno, confuso gli impegni e le bambine, il 28 figlia1 c’è.”

“….(rumore di sopracciglio alzato)”

“Mi scusi ma sa, sono un disastro ahahhaah!”

“Va bene signora, non c’è problema” dice lei, mentendo.

Appunto per il futuro: quando prendi un appuntamento poi fidati della te stessa di 10 minuti prima, o almeno controlla l’agenda anziché basarti sul ricordo degli avvisi di tua figlia, soprattutto in virtù del fatto che la tua memoria lavora a minuti alterni la sibillina, ti fa prendere l’appuntamento nel giorno giusto ma poi ti insinua il dubbio!

Anche oggi la figura di merda quotidiana è andata.

Let it go

Se i vostri figli rubano del ghiaccio mentre state sbrinando il freezer e ci giocano in soggiorno facendolo diventare una palude, arriverete alla conclusione che la mamma di Elsa abbia finto il naufragio.

📣 Volevo dire a quelle che portano tutto ciò che c’è scritto nell’avviso il giorno successivo, che non riusciranno a farci sentire più inadeguate di quanto siamo già.

🎶 Sha-la-lla-lla-la-là 🎶

Giovedì Gnocca: VICTORIA BECKHAM.

Per omaggiare la nascita del terzo royal baby, questa settimana il GIOVEDÌ GNOCCA si occuperà di un’altra illustre mamma britannica: Victoria Beckham.

Non è vero, figuratevi quanto ce ne frega del royal baby. È proprio che ci sta simpatica Vic, perchè se c’è una sua caratteristica che salta subito all’occhio è la grande solarità che emana.

Victoria raggiunge la fama planetaria nel 1994 come membro della band femminile delle Spice Girls, e se non le conosci sei troppo giovane per seguire questa pagina.

Le viene dato il soprannome di Posh, letteralmente “snob, chic, elegante”, per lo stile che la contraddistingue. Il che ci porta a fare una riflessione seria sul concetto di eleganza negli anni 90.

Dopo aver scalato tutte le classifiche mondiali con il suo gruppo, Posh Spice tenta la carriera solista come le altre, uscendone come la componente con meno vendite all’attivo, davvero inspiegabilmente. Si dedica dunque alla moda, ottenendo grandi risultati come stilista e ricevendo per questo una prestigiosa onorificenza da Sua Maestà. Chi non possiede un accessorietto di Victoria Beckham.

All’approssimarsi del nuovo millennio, anche la vita affettiva della nostra divona subisce una svolta e nel 1999 sposa quel pezzo di calciatore di David Beckham, festeggiando le nozze nel castello irlandese di Luttrellstown all’insegna della sobrietà che da sempre caratterizza la coppia.

Dall’unione nascono Brooklyn Joseph, Romeo James, Cruz David e Harper Seven. Quando alle 18 ora di Greenwich, Victoria comincia a chiamare i figli a tavola, più che l’ora di cena sembra una sessione di Nomi-Cose-Città strillata. Perchè in fondo tutto il mondo è paese, e #mammadimerda vuole credere che non solo in casa sua l’ora dei pasti sembri un blitz dei Nocs: “TU, VIENI QUA. Mettiti seduto. TI HO DETTO STAI SEDUTO E NON TI MUOVERE. ALZATI E AMMAZZO TUO PADRE”.

Ad Aprile la nostra Posh mamma ha compiuto gli anni ed ha affidato alla rete il suo messaggio d’amore per i figli allegando l’immagine della torta da loro donatale, un pezzo di spugna secca con un’idea di fragole ipocaloriche: “Quanto mi conoscono”, non si capisce bene se riferendosi alla sua passione per le spugne fruttate o per le diete che sembrano essere l’autentica vocazione della cantante, modella nonché stilista inglese.

Gli attestati di affetto per la sua famiglia fioriscono sulle labbra di Vittoria, come quando ha dichiarato che il ruolo di suo marito è di essere bello, mentre lei è quella simpatica, pensa te quanto ci si può sbagliare nella vita. Niente meno uno dei consigli che elargisce più spesso alla figlia è proprio quello di sorridere tanto. Me la immagino mentre glielo suggerisce con quella sua tipica espressione di una che ha appena assaggiato un cucchiaino di merda.

Ma in fondo quante sciocchezze siamo costrette a dire da madri, tipo che l’alcol fa male.

Comunque, Victoria, la massima con la quale ti collochiamo definitivamente nell’Olimpo è quella che recita che con un paio di occhiali scuri e dei tacchi alti si nascondono tutti i difetti.

Se intendiamo degli occhiali 42 pollici e dei tacchi da puntellare direttamente sotto al culo, mi trovi perfettamente d’accordo.

Finalmente primavera.

“Vorrei due ali di aliante, per volare sempre più distante”. Ma quanti figli aveva Fiordaliso quando cantava “Non voglio mica la luna?”.

I week end cominciano a essere impegnativi, soprattutto perchè la gente si battezza, comuniona, cresima, sposa sempre tra aprile e maggio. Se a questo aggiungiamo anche i ponti dei pic nic, la fine del mondo non vi sembrerà poi così tragica. Sedersi (non dico sdraiarsi) sul divano a scrivere un post su facebook di domenica, i bookmakers lo pagano come la vincita dello scudetto del Benevento.
Il venerdì pomeriggio is the new lunedì mattina. Sabato mattina piscina, sabato pomeriggio compleanno. Domenica mattina cresima (o matrimonio o bar mitzvah, fate come vi pare); al pomeriggio stai ancora al ristorante. Non dico stai ancora a tavola, perchè già sarebbe una conquista. Tuo marito sta a tavola, tu stai fuori a spingere l’altalena e a dar da mangiare alle oche nel laghetto.
In questa agenda fitta di impegni, ovviamente, neanche un attimo per te. Hahahaah scherzavo!. Dicevo, neanche un attimo per caricare una lavatrice o fare la spesa. Ma la domenica sera, loro vogliono la cena e il grembiule lavato e stirato per il giorno dopo.

“Io vorrei, depilarmi per i fatti miei”. Forse era “defilarmi”, ma va bene anche così.

Maggio, mese di comunioni e battesimi.

 

Calzini spaiati

#mammadimerda ha finalmente preso la decisione troppo a lungo rimandata. La speranza di ritrovarsi è stata delusa troppe volte, quindi l’ha fatto, non a cuor leggero ma era doveroso ormai, qualcuno doveva assumersi questa responsabilità.

Tutti parlano del disagio della lavatrice che ingloba magicamente i calzini ma nessuno si è mai spinto a narrare il dramma che si cela dietro, la tragedia nella tragedia: ad ogni bucato speri che il calzino compagno salti fuori, invece no. Poi ti dimentichi, poi forse l’hai visto da qualche parte, poi speri ancora di averlo lasciato indietro e allora aspetti ancora un bucato, ancora uno. Passano gli anni, i calzini non calzano nemmeno più, numero 21 le sue figlie portano minimo il 28, ma lei insiste, finché un bel giorno, eccola:

ha buttato i calzini spaiati.

Mdm oggi si sente un po’ più vicina a Dio.

Non mandate fiori ma buoni regalo di Calzedonia, grazie.

Mr Nice Guy e la riunione

Nonostante l’attenta selezione delle frequentazioni, #mammadimerda ha un amico, che chiameremo Mr Nice Guy, che è riuscito a infiltrarsi.
Costui è sempre di buon umore, il bicchiere è sempre mezzo pieno ed il sole splende alto su Pleasantville.
Mr Nice Guy è un papà fatto a papà, di quelli che la mattina si alzano presto, preparano la colazione per tutti, vestono i bambini e li portano a scuola, cantando tutti insieme probabilmente.
Stamattina MNG racconta a Mdm che a scuola dei figli c’è una riunione fino alle 10,30 e molte mamme hanno comunque lasciato i figli davanti al cancello alle 8,40.
So che molte di voi non ci vedono la notizia, e infatti neanche mammadimerda.
Ma già che ci siamo soffermiamoci a vagliare tutte le ipotesi:

– Le mamme in questione HANNO DIMENTICATO la riunione e hanno applicato la procedura standard.

– Le mamme in questione HANNO FINTO di dimenticarsi della riunione e hanno COMUNQUE applicato la procedura standard.

– Le mamme in questione NON HANNO DIMENTICATO la riunione e hanno applicato la PROCEDURA DI EMERGENZA che consiste nel lanciare il bambino in corsa davanti ai cancelli decelerando appena, ingranare la marcia più bassa per far risalire i giri e riaccelerare alla bastarda. Spegnere il telefono. Chi s’è visto s’è visto.

Scusate la foto del toccone di prima mattina.

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