Mr Nice Guy e la riunione

Nonostante l’attenta selezione delle frequentazioni, #mammadimerda ha un amico, che chiameremo Mr Nice Guy, che è riuscito a infiltrarsi.
Costui è sempre di buon umore, il bicchiere è sempre mezzo pieno ed il sole splende alto su Pleasantville.
Mr Nice Guy è un papà fatto a papà, di quelli che la mattina si alzano presto, preparano la colazione per tutti, vestono i bambini e li portano a scuola, cantando tutti insieme probabilmente.
Stamattina MNG racconta a Mdm che a scuola dei figli c’è una riunione fino alle 10,30 e molte mamme hanno comunque lasciato i figli davanti al cancello alle 8,40.
So che molte di voi non ci vedono la notizia, e infatti neanche mammadimerda.
Ma già che ci siamo soffermiamoci a vagliare tutte le ipotesi:

– Le mamme in questione HANNO DIMENTICATO la riunione e hanno applicato la procedura standard.

– Le mamme in questione HANNO FINTO di dimenticarsi della riunione e hanno COMUNQUE applicato la procedura standard.

– Le mamme in questione NON HANNO DIMENTICATO la riunione e hanno applicato la PROCEDURA DI EMERGENZA che consiste nel lanciare il bambino in corsa davanti ai cancelli decelerando appena, ingranare la marcia più bassa per far risalire i giri e riaccelerare alla bastarda. Spegnere il telefono. Chi s’è visto s’è visto.

Scusate la foto del toccone di prima mattina.

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Giovedì Gnocca: BEYONCÉ

Se le protagoniste del GIOVEDÌ GNOCCA fino ad ora sono state delle supermamme fascinose, di successo, eroiche, anche nobili, qui si parla di una divinità prestata alla musica, una regina totale: signore, inchinatevi dinanzi a sua maestà Beyoncé.
Mezzosoprano, voce esaltata per estensione e forza, la sua incredibile carriera di cantante inizia sin da bambina con la creazione di una band femminile che poi diventerà un trio con il nome di Destiny’s Child.
La madre cuce loro i vestiti di scena, il padre lascia il lavoro per seguire il gruppo. Quando i tuoi non ti caricano affatto di aspettative. Ma evidentemente babbo c’aveva visto lungo, che non significa che domani ti devi licenziare perché tua figlia balla sulla sigla di Shimmer and Shine (ooh- oh-oh-oh ooooh oooooh oh-oh).
Ha vinto 22 Grammy (per il momento…) di cui 19 da solista e ricevuto 62 nominations; venduto 60 milioni di copie con le Destiny’s Child e 118 milioni da sola. Praticamente quanto la popolazione di tutta la Russia, che non è esattamente la Repubblica di San Marino, sotto lo zar Nicola II.
Dopo i numeri, mettiti comoda che adesso ti do due titoli: giudicata La donna più sexy del XXI secolo, tra le 100 persone più influenti del pianeta, definita icona della moda, donna più ricca della Terra nel 2014 nella classifica stilata da Forbes, è stato stimato che la ragazza guadagni in un’esibizione £71.040 al minuto, più di qualunque altra artista vivente.
Ha fatto tre figli con il rapper Jay Z e li ha chiamati Blue Ivy, Sir e Rumi Carter, perché evidentemente i nomidimerda vanno forte anche all’estero. Ma perchè parlarne ora e rovinarci questo momento di frustrazione?
Beyoncè non è solo una cantante, una ballerina, una performer straordinaria, un genio assoluto del pop; ella mi è anche attrice, imprenditrice e stilista, creando una linea sportiva dedicata alla figlia. E qui ti invito a riconsiderare il modo in cui vesti tua figlia al mattino in preda ai multipli crolli nervosi che quel gioioso momento di intimità madre-figlia riserva.
È la donna che ha cantato di fronte al presidente degli Stati Uniti, è l’afroamericana che nel 2013 si è esibita durante il Super Bowl, la finale di campionato di football che è tipo la cosa più simbolica negli Stati Uniti dopo la bandiera, e all’interno di questa performance ha inserito l’omaggio a Malcolm X marciando all’interno dello stadio con un esercito di ballerine vestite da Black Panthers e rivendicando di fronte a 100 milioni di persone l’orgoglio delle sue origini e rimarcando ancora una volta il grande potere delle donne (il pezzo si apre con la frase: “Okay, ladies, let’s get in formation”).
#Mammadimerda non è riuscita ad affrontare nemmeno l’ultima riunione dell’asilo in cui con una debolissima scusa ha inviato il marito per fargli provare l’ebrezza con la speranza di vederlo tornare provato come dopo la campagna di Russia; tutti i sogni ancora in volo sono precipitati quando al suo rientro l’eroe ha esordito con un entusiastico: “CIÒ CHE HO VISTO NON HA PREZZO!”.
Ma più di tutto, per mammadimerda Beyoncè sarà per sempre Colei che ha sdoganato la cosciona, restituendole la giusta dignità. E la ama tutte le volte che affronta la prova costume con la sua depilazione approssimativa, non traendone comunque alcun vantaggio in termini di autostima. Ma la ama.
E adesso agitiamoci senza ritegno di fronte a questo pezzo di Storia, ammiriamo insieme questo monumento alla Donna, questo capolavoro di Ingegneria Civile, impariamo una volta per tutte come si pronuncia il suo nome (BIÒNSE) e poi continuiamo a dirlo male e soprattutto memorizziamo come si sfilano le mutande dal culo con nonchalance al minuto 3,23.

GIOVEDÌ GNOCCA: Ilary Blasi

La supermamma di questo GIOVEDì GNOCCA si colloca agevolmente nella nostra rubrica: Ilary Blasi.
Sorella di Melory, madre di Christian, Chanel e Isabel, moglie di Thotty, figlio di Brooke e Ridge, nipote di Storm.
Seppur sposata con lo storico capitano della Roma, dichiara di essere tifosa della Lazio per tradizione di famiglia, perché in realtà lei non segue il calcio. È il calcio a seguire lei.
La carriera della giovane Ilary inizia nella pubblicità ad appena tre anni, per poi attraversare il cinema, il concorso di Miss Italia e finalmente approdare alla televisione nel 1999 e non andarsene più. Mai mai mai più.
Da Passaparola in poi le vengono assegnate conduzioni a nastro, anche plurime, a volte addirittura contemporaneamente. Si assenta dagli schermi giusto il tempo di due spinte e un cesareo, ma solo perché Gino Strada all’epoca si rifiutò di allestire un ospedale da campo negli studi Mediaset.
Alcune date a testimoniare la straordinarietà di questa donna.

Nel Giugno del 2005 si sposa, a Novembre partorisce il primo figlio, a Febbraio assiste alla conduzione di Sanremo, e in estate eccola abbronzata e tonica al Festivalbar.
#Mammadimerda a tre mesi dal parto sta ancora cercando di capire come si infilano le tutine a kimono; al fine di risparmiare energie ha rivisto la sintassi ed elaborato un ermetico codice di comunicazione che si compone di singoli sostantivi, aggettivi, verbi o anche suoni, poiché non dorme da 90 giorni: “Biberon”, “Freddo”, “Ruttare”, “Gnnnnnnn”. Si incazza molto se incompresa.
In estate spaccia l’addome sblusato sopra al costume per il nuovo modello con volant di Intimissimi e la mancanza di sonno le ha definitivamente bruciato la memoria a breve termine al punto che si rivolge alla propria figlia con l’appellativo di “Ehi tu, bambina”.

Passano due anni, ma per Ilary solo sul calendario.
Nella tarda primavera del 2007 dà alla luce la seconda figlia. In autunno la troviamo alla conduzione di ben tre programmi.
Con una neonata della stessa età della sua, Mammadimerda fatica persino a trovarsi il culo, figurarsi il tempo per tre lavori.

A questo punto Ilary si prende una pausa dalla maternità e decide di dedicarsi un po’ alla carriera.
A 9 anni di distanza dalla seconda, arriva la terza figlia e la Nostra, ormai avvezza alla questione, mamma livello Pro, continua a viaggiare sulla media dei tre ingaggi l’anno più campagne pubblicitarie varie ed eventuali. Sempre radiosa, sempre splendida, sempre giovane.

Ilary. Noi abbiamo bisogno di credere.

Dunque possiamo riprodurci, realizzarci come vogliamo, avvalerci di ogni aiuto pratico, economico e anche chirurgico di cui sentiamo la necessità: vale tutto.
E se, NONOSTANTE QUESTO TUTTO, ti capitasse mai di sentirti smarrita, stanca, se a volte preferiresti inaugurare una Nail Clinic a Poggio Mirteto piuttosto che presenziare ad una festa di compleanno da McDonald’s, qui troverai sempre delle sorelle pronte ad accoglierti.
Cugine povere, va’.

#iwanttobelieve #ilaryblasi #giovedìgnocca #valetutto #chanel #totti

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Le vacanze, parte 3: IL CARTONE

Dopo i compiti, il pranzo e un po’ di gioco libero, che qualcuno oserebbe definire disciplina sportiva, anche nota come lotta greco-romana, ecco il momento tanto atteso da figlie numero 1 e 2, nonchè promesso a più riprese nei momenti difficili in cambio di un comportamento decoroso, che non preveda il sorellicidio: il cartone.

La scelta del suddetto e sudato film apre un altro capitolo della saga “tragedie familiari e dove trovarle”; da un lato America che parte subito con l’artiglieria pesante urlando:

“Tocca a me decidere cosa vedere! Ieri ha scelto lei!”

Dall’altro Russia che insinua il dubbio subdolo:

“Non è vero, tocca a me due volte, non ho scelto io ieri però devo scegliere anche oggi perché lei ha scelto due volte di seguito!”

Affermando contemporaneamente una cosa e il suo contrario e costringedoti in un doppio carpiato logico che ti fa intrecciare i neuroni. E non solo a te. Anche figlia numero 1 è confusa, sta cercando di ricordare, perché nell’intimo è una giusta ma proprio non rammenta, si sa che la memoria dei bambini è meno attendibile cronologicamente di quella degli adulti, tranne nel caso di #mammadimerda, lei non si ricorda mai un cazzo.

Per cui mentre le due polle guardano il muro cercando di elencare mentalmente i cartoni visti negli ultimi giorni, Russia approfitta della distrazione per infilare a tradimento il gas nervi…ehm…il dvd nel lettore. Feroce la reazione di America che sgancia la bomba H avventandosi sul nemico al grido di “AMERICA FIRST!!!”

E siamo nuovamente in guerriglia.

Mdm, che ormai il ruolo di ambastrice Onu se l’è guadagnato sul campo, comincia la paternale:

“Calma! Quando si ha ragione non serve usare la violenza, altrimenti si passa dalla parte del torto. Non vale solo nel caso dei palestinesi, per cui non ditelo agli israeliani!”

Ma le due continuano ad azzuffarsi, sorde.

In casi come questi non sarebbe male possedere una pistola per sparare un colpo in aria, tutto sommato forse Trump ha ragione, la soluzione è armare gli insegnanti, perché non estendere la possibilità anche ai genitori?

Ed è qui che mdm recupera lucidità, è successo milioni di volte magari anche oggi, tira fuori il dvd dal lettore e chiede ad America:

“Scusa tu cosa volevi vedere?”

Lei ci pensa. Non lo sa. Era una questione di principio, nessuna idea precostituita o reale voglia di vedere qualcosa. Russia tace perché sa che la partita si sta giocando tutta in questa manciata di secondi, se mai dovesse scapparle il titolo del film che vuole, quello sarà l’unico che America rifiuterà categoricamente. Più tempo passa e più è probabile la risoluzione del conflitto, i bookmaker cominciano a dare la vittoria di mdm per 1 a 2. Nell’aria si sprigiona l’odore di alloro. È il profumo del trionfo, o forse solo la cena che brucia.

Finchè the eagle partorisce:

“Rapunzel!” Che è esattamente il dvd che ha in mano, nascosto dietro la schiena, mdm:

“Che coincidenza! Volete vedere lo stesso film! (Che tra l’altro è il film con il quale siete in fissa da giorni, mortacci vostra!)”

A questo punto America non può rimangiarselo, ha una integrità morale e un orgoglio da difendere, per cui abbozza e prende la sorella per mano, ristabilendo la pace o almeno un accordo di non belligerenza a tempo determinato:

“Vieni, sediamoci sul divano”

Ma secondo voi, se mi propongo all’Onu, un lavoro me lo danno?

(Quella dietro nella foto sono io, la calma zen orientale della quale mi sto dotando mi ha fatto venire gli occhi a mandorla ad honorem)

Le vacanze parte 2: I COMPITI

Se sei sopravvissuta alla sveglia, alla colazione e alla vestizione, hai ancora la voce e non ti hanno bussato gli assistenti sociali, allora complimenti! Hai superato con successo il primo livello del gioco “Arriva viva a sera e col sorriso”!

Ora però arriva il mostro, quello difficile che ti fa perdere vite: fare i compiti.

Le maestre sono state come sempre molto generose, non hanno lesinato nell’elargire schede e pagine da studiare, d’altronde nella mente hanno questa immagine idilliaca di 25 piccoli Giacomo Leopardi, ingobbiti sui libri che studiano felici per ore, per soddisfare la loro sete di conoscenza, scrutando l’infinito al di là della siepe dalla finestra della loro cameretta.

Invece no, mi dispiace deludervi ma avete a che fare con 25 piccoli Shrek e ballerine che vorrebbero solo rotolarsi nel fango o fingere di saper piroettare a mezz’aria come libellule!

Per convincerli a posare il culo sulla sedia e aprire un libro avete provato ogni strada possibile; lusinghe, minacce, suppliche, vi manca l’ipnosi ma vi siete attrezzate di pendolino, dovete solo trovare il tempo di guardare qualche tutorial su YouTube.

Dopo mezz’ora abbondante finalmente Carla Fracci è in postazione ma con l’umore di un ciuco inacidito, braccia incrociate e sguardo tetro.

Capisci che la strada è in salita.

Prende la matita con una lentezza che sarebbe disarmante se non fosse che a te fa salire una carogna che invece ti arma di bazooka, carichi lo strillo in canna ma poi ti ricordi che il game over è dietro l’angolo, quindi fai un bel respiro e aspetti.

P r E N

D

E

L

A

M

A

T

I

T……

Rallenta.

Sempre più piano.

Tu ormai sei rossa e le tue narici fumano, gli occhi pieni di lava. Ovviamente lo fa apposta.

“Muoviti!” Sibili a denti stretti. Con questo ritmo alle 9 di sera forse avrà scritto la data sul foglio. Ma lei lo sa che stai per esplodere ed è esattamente quello che ti sta sfidando a fare, così andrà tutto in vacca, potrà piangere perchè hai perso la pazienza, ti sentirai in colpa per averla sgridata e dovrai ricominciare tutto daccapo.

Allora ti ricordi di non essere l’unico essere umano adulto della casa, ti giochi il jolly e chiedi il cambio al Mister:

“Tesorooooo! Vieni tu a fare i compiti con figlia num 1, che sei molto più bravo di meeee!”

E così, elegantemente, guadagni il divano.

Qualcuno si decomporrà dalla noia, ma non io, non oggi!

Le vacanze parte 1: IL RISVEGLIO

#mammadimerda aspetta con ansia le vacanze, finalmente recupererá un po’ di sonno, potrá dimenticare la sveglia…e rimpiangerla, perchè i grilli che ospita in casa cominceranno a frinire molto prima delle 7, eccitati all’idea di poter giocare tutto il giorno. Eccitazione che si tramuta subito in rissa, per cui ti svegli a Gaza in pieno conflitto israelo-palestinese, non hai ancora preso il caffè e sei in debito di sonno perchè hai fatto tardi “Ma sì, domani è vacanza, guardo ancora una puntata su Netflix”, quindi sei l’essere umano meno pacifico del globo e la strada più diplomatica che vedi al momento è urlare un paio di “BASTAAA!” random e telefonare a Kim Jong Un chiedendogli di pensarci lui, se gli avanza va bene anche un’atomica.

Metti l’elmetto e vai in trincea, dove bisogna stabilire chi ha sputato a chi, prima o dopo aver spinto chi e per quale gioco, che era di chi ma lo stava guardando chi, prima o dopo che un altro chi lo strappasse di mano a chi.

Non ce la puoi fare.

Opti per il metodo pedagogico evergreen:

“sbrigatevela da sole, non sporcate di sangue che se non morite vi tocca pulire”

Sono solo le 6 e 12.

Buongiorno!

Routine

Dopo una lunga giornata di lavoro arrivi a casa, ti siedi sul divano e, fiduciosa, inizi a guardare un film. Nonostante tu abbia cercato di rendere la loro cameretta attraente come le vetrine di Toys a Natale (senza tener conto che con quel che hai speso facevi una vacanza in un resort di Cuba, col baby club, fino alla loro pubertà), LORO giocano in soggiorno. Che giochino insieme, che giochino ognuno per conto suo, che colorino o che litighino, ci sarà sempre rumore in un range di decibel che va dal brusio allo schiamazzo.

Rinunci subito al film (povera illusa, fai quasi tenerezza) e passi a qualcosa che non richieda troppo sforzo del timpano e del cervello: opti per il daytime de “L’isola dei famosi”. Solo che anche decifrare un discorso di Franco Terlizzi richiede un’attenzione degna di un turno di traduzione simultanea.

Quindi getti la spugna e sintonizzi la tv su Cartoonito. Ma qui, i due, non sono d’accordo e dal brusio si passa alla confusione e poi al baccano vero e proprio. Ma a quel punto non è più affar tuo perchè tanto hai deciso di rinunciare alla tv in favore del cellulare. Ci sono 34 messaggi e un gossip in corso, ma LORO cercano un giudice per la loro controversia e tentano di coinvolgerti come l’ONU.

Allora fingi una colica e ti chiudi in bagno. Come continua lo sapete: dopo due minuti vedrete la maniglia abbassarsi, seguita da un tentato stupro ai danni della porta.

– “É CHIUSAAAA!!!”

– “MAMMA DEVO FARE CACCA!!”

Allora ti accasci a terra, alzi gli occhi alla macchia di muffa sopra la doccia ed esclami: “Padre, perchè mi hai abbandonata?” (dove “padre” sta per “marito che è andato a giocare a calcetto”).

Il gossip sulla chat va avanti senza di te, il padre arriva, il figlio gli chiede di aiutarlo a montare i LEGO e lui risponde: “Chiedi a mamma che io sono stanco”.

Io vi giuro che uno di questi giorni faccio come Lapo: fingo un rapimento e chiedo per riscatto 10.000 minuti di solitudine.

Insegnamenti

#mammadimerda, in vacanza dall’altra parte del mondo, porta le erinni in un delizioso parchetto, dove giocano tanti splendidi bimbetti local. Non ci sono adulti intorno ma si trova in una piccola isola senza auto, dove i bambini girano scalzi e liberi. Improvvisamente uno di questi, che prima armeggiava con un succo di frutta, la punta.

Sarà incuriosito, pensa mdm, non si vedono molti turisti da queste parti, sarà attratto dagli abiti occidentali e la carnagione bianca:

“ciao bellissimo! Hi!”

Il piccolo continua a fissarla mentre le si avvicina:

“What’s your name sweetie?”

Lui le porge la manina, c’è qualcosa dentro e vuole darla a lei, mdm è in brodo di giuggiole, che bambino dolce, espansivo, generoso, sente le farfalle nell’utero.

Mdm prende il dono, mentre la dolce creatura già corre via, ora completamente disinteressata allo scambio culturale, ma si sa, a quest’età sono volubili, pensa la donna con un pizzico di delusione. Poi guarda il regalo: la plastichina della cannuccia del succo. L’ambientalista in erba non sapeva dove buttarla e l’ha consegnata all’unico adulto disponibile.

Urge quindi integrare l’arcinoto insegnamento numero 1:

“Non importa la nazionalità, la cultura e nemmeno se sono figli tuoi. Tu resti sempre e comunque il loro cestino ambulante.”

Giovedì Gnocca: Kate Middleton.

Il GIOVEDì GNOCCA di questa settimana è all’insegna dell’eleganza: parliamo di sua altezza reale Catherine Elizabeth, duchessa di Cambridge, contessa di Strathearn, baronessa Carrickfergus, Serbelloni Mazzanti Viendalmare. Per gli amici Kate (Middleton).
Icona di stile indiscussa, Kate incarna per tutte noi la favola di Cenerentola: KATE L’HA MESSA IN BANCA.
Figlia di due assistenti di volo, nipote della classe operaia, si iscrive all’università e si sa come vanno le cose a vent’anni, si fa una storiella con il primo stronzo che passa: l’erede al trono di Inghilterra, William.
#Mammadimerda ripensa al figuro patibolare che frequentava in quel periodo, che poteva detenere al massimo il titolo di Imperatore della polemica e Principe del fancazzismo.
I due si lasciano, poi si riprendono e lei, che ha capito quanto se l’è rischiata, fissa le nozze a 5 mesi dopo l’annuncio del fidanzamento. Se non fosse che ha sbagliato fratello. Rimane comunque un bel matrimonio, se ti piacciono i cavalli.
I due optano per una cerimonia intima alla presenza delle rispettive famiglie e giusto quei 1900 ospiti che nonna ci teneva tanto a invitare.
Tu per ogni partecipazione inviata hai infilato uno spillo nella bambolina voodoo, e tutte quelle per la famiglia di tuo marito l’hai scritte con l’inchiostro simpatico.
Tutta la stampa mondiale è presente a testimoniare il grande evento e chissà quale soddisfazione sarà stata realizzare che nel giorno più felice della tua vita tutto il mondo era concentrato sul culo di tua sorella.
A questo punto il più è fatto, ma non per Kate, che comincia a sfornare bambini a perfetta cadenza biennale. Ogni sussulto della puerpera viene ampiamente documentato dai media: sappiamo tutto su gonfiori e nausee della duchessa di Cambridge. E dopo il parto queste avvincenti cronache proseguono per tutto ciò che concerne i regali pargoli: baby George mangia il suo primo fagiano, Charlotte redarguisce per la prima volta la tata e la fa rinchiudere nella torre di Londra, nonna Elisabetta regala uno stato del Commonwealth ai nipoti per la dentizione. A proposito, adesso vienimi a dire che hai una suocera ingombrante. Nonna Elisabetta stabilisce persino la lunghezza della gonna di Kate.
Solo un dubbio mi attanaglia: è il rigido protocollo di corte o il dubbio gusto di una mammadimerda sotto mentite spoglie a dettare le scelte in fatto di abbigliamento delle povere creature, puntualmente vestite da babbe di minchia?
Comunque quando la monarchia sembra ormai salva e la successione dinastica accertata, Kate, invece di godersi la vita, fa lo scherzone imperiale: la terza gravidanza. All’annuncio il principe Harry del nostro cuore, scivolato al sesto posto, si alza e fuori di sé esclama: “Vale tutto!”, modulandolo con una serie di rutti selezionati.
Riparte il circo mediatico sulla gestazione, sulle nausee, sull’iperemesi gravidica della duchessa e sulla sua linea fantastica che le permette di indossare deliziosi cappottini doppiopetto al settimo mese quando a te manco i tiranti in acciaio della Costa Concordia bastavano a tenerti abbottonata.
In tutto questo caleidoscopio di vomiti regali e cappottini taglia 38 c’è un altro personaggio della corte inglese nelle stesse condizioni di Kate: Zara Phillips, la cugina di William e Harry, diversamente incinta.

Je sui Zara.

Cheltenham Festival 2018, il Ladies Day

 

Giovedì gnocca: Benedetta Parodi

Il menù di questo GIOVEDÌ GNOCCA lo abbiamo affidato ad una donna che è una garanzia, perché se aspetti #mammadimerda per mangiare stai fresco: Benedetta Parodi.

Benedetta inizia la carriera televisiva come annunciatrice del Tg fino a quando non riesce a ritagliarsi all’interno di questo una rubrica registrata direttamente nella cucina di casa sua in cui in un minuto e mezzo ti prepara primo, secondo, contorno, insalata di rinforzo e dessert.

Tu un minuto e mezzo lo trascorri davanti al frigo aperto chiedendoti Che cazzo cucino stasera e nella tua cucina più che Cotto e mangiato potrebbero girare una puntata di R.I.S.

Benedetta stampa libri su libri di ricette e i suoi programmi ottengono sempre più spazio tanto che inizi ad avere un po’ paura ad accendere il televisore.

Nel frattempo non si nega la magica esperienza della maternità, per ben tre volte.

Concilia perfettamente vita professionale e familiare, tant’è vero che i bambini se li porta pure in trasmissione e riesce a trovare ancora simpatico suo marito al punto da invitare anche lui.

Cucinano tutti insieme appassionatamente senza neanche coinvolgere un matrimonialista, i bambini non tentano di amputarsi arti fondamentali con un cucchiaio di legno e lei non alza la voce MAI.

Tu metti sul fuoco una banale pentola d’acqua perché sei una ragazza semplice, tua figlia ti chiama sette volte sette; vai, vieni, vai, vieni, imprechi, vai, vieni, CHE C’ÈÈÈÈÈ, vai, imprechi davanti a lei, vieni.

Nel frattempo passa di lì L’Uomo Che Non Deve Cucinare Mai, e per qualche imprevedibile impulso nervoso butta nella pentola un pugno di sale, per poi galoppare incontro ad altre mirabolanti avventure. Tu torni e ignara ce ne butti dentro un’altra palata perché il sugo è sciapo e allora compensi senza seguire nessun metodo.

Tra il primo e il secondo ottieni la consensuale, alla fine della cena già siete con un piede nel divorzio.

L’indomani chiami la tua migliore amica per informarla della novità e lei ti regala questa perla: “Ieri sera ho cucinato io. Faceva talmente schifo che abbiamo vomitato sia io e che la bambina”.

Voilà. Cotto e mangiato.