Tre mesi all’alba

La mattina del primo giorno delle vacanze estive ti chiudi in bagno con il cellulare e cominci a mandare messaggi per contare le perdite, mentre fuori dalla porta già infuria la rivoluzione.

Sono lontani i giorni in cui il sabato mattina ti mandavi i resoconti della serata precedente con le amiche. Adesso solo grida di disperazione.

La prima amica ti risponde che sta partendo per cinque giorni di lavoro, aggiungendo: “Sempre troppi pochi”.

Un’altra ti manda la foto del figlio 1enne con l’espressione del puttino della Madonna Sistina e la didascalia: “Ho un pannolino pieno di merda e nessuno che se ne voglia prendere carico”.

In una chat un’altra racconta che deve fare un intervento e rimanere dieci giorni in ospedale. Una le risponde: “Wow, beata te”.

Mancano tre mesi.

#mammadimerda

Giovedì Gnocca: Amal Clooney.

Ritorna con la caratteristica incostanza della pagina l’appuntamento più frustrante della settimana.

Al GIOVEDÌ GNOCCA oggi si parla di colei che ha la capacità di offuscare con una semplice apparizione il matrimonio dell’anno: Amal Alamuddin, avvocato specializzato in diritto internazionale e diritti umani, più nota come il marito di George Clooney.

Amal nasce 40 (sì, QUARANTA) anni fa in Libano da una giornalista e da un professore universitario; due anni dopo, costretti a lasciare il paese a causa della guerra civile, si trasferiscono in Inghilterra in un sobborgo non bruttissimo ma manco Parigi. Lì Amal conduce tutti i suoi studi brillantemente fino all’ammissione ad Oxford, come molte di noi del resto. Si specializza a New York dove inizia a lavorare immediatamente presso uno degli studi più prestigiosi.

Tra le donne arabe più influenti del pianeta, non di Scurcola Marsicana, consigliera Onu, ha difeso nella sua carriera personaggi come Julian Assange e Yulia Timoshenko.

Fra un fallimento e l’altro, per ammazzare la noia di questa vita così banale, perchè alla fine che palle sempre queste cene in ambasciata, compra un vestito ogni volta – vuoi mettere quanto si sta meglio a casa a guardare le puntate nuove di Masha e Orso con il tuo superpigiamino post gravidanza con l’elastico slabbrato – Amal si concede di vedere qualche amico ogni tanto e durante una di queste feste conosce George, che pare si sia manifestato con il suo consueto fare burlone replicando come da una ventina d’anni a questa parte la famosa scena della bottiglia del Martini. Amal, folgorata da subitaneo amore, sembra abbia esclamato: “Riecco il coglione”, in tutte e tre le lingue che parla fluentemente affinché il messaggio fosse chiaro a tutti, ma soprattutto a lui. Il buon George, che evidentemente qualche argomento ce l’ha, inizia a corteggiare la Nostra inarrivabile a suon di mail, ripeto MAIL, non whatsappini.

I due convolano a nozze nel 2014 a Venezia con un festeggiamento contenuto di cinque giorni consecutivi e successivamente, per gli intimi, su un’isola blindatissima in mezzo al Tamigi, devolvendo in beneficienza tutti i regali. Del resto quando percepisci 500 sterline l’ora come onorario, un servizio di piatti è superfluo. La sera le stoviglie sporche non le lavi: le butti.

Che poi queste cene dalla famiglia Clooney devono essere interessanti. Quando l’incauto chef Sal Scognamillo si è permesso di donare il suo libro di ricette alla signora, ella ha risposto pure un po’ incazzata: “Pensi che io cucini? No, non cucino! Ti aspetti che impari?”. Ecco come si fa.

Tant’è che in un’intervista l’affamato George, legatissimo al nostro paese, ha dichiarato di aver compreso la felicità quando ha visto i suoi operai italiani sul lago di Garda in pausa pranzo che se la ridevano beatamente. Te lo dico io perchè ridevano, George, ché tu l’idioma ancora non lo mastichi bene: pensavano a quanto ti avevano gonfiato il preventivo.

Dal felice matrimonio, nascono due gemelli, e George, sempre più ottenebrato dalla fame, racconta pieno di ammirazione e presumibilmente di invidia con quanta devozione Amal allatti le creature concedendosi due ore di sonno tra una poppata e l’altra. Mammadimerda cerca di richiamare alla mente i momenti di riposo durante l’allattamento, e le sovviene il ricordo come di unica lunghissima poppata di mesi, perchè questa storia dell’allattamento a richiesta forse ci è sfuggita un po’ di mano.

Per concludere anche Mdm vuole concedersi una parentesi sugli outfit del matrimonio reale con cui ce la stanno stracciando da mesi. Amal, la più bella tra le belle, è apparsa fasciata in un magnifico abito di un punto di giallo a cui neanche la regina Elisabetta avrebbe mai pensato, e ora tutte le sarte di corte si aggirano disoccupate sotto ai ponti del Tamigi. Il mio messaggio è per voi, oneste lavoratrici: non sbattetevi a portare curriculum ai ristoranti di Londra, che tanto ci sono già gli italiani; visto che adesso avete tanto tempo libero, io avrei giusto qualche orlo alle tende da fissare, così posso finalmente togliere lo scotch biadesivo.

La segretaria

Driiin, driiin!

“Studio dentistico buongiorno!”

“Buongiorno, sono la mamma di figlia1, siamo appena state lì da voi, ho preso appuntamento per il 28 ma deve perdonarmi, purtroppo in quella data la bambina ha un impegno scolastico, possiamo spostarlo?”

“Certo signora…vediamo…il 4?”

“No purtroppo è in gita”

“Il 7?”

“È già dai nonni”

“Il 15?”

“Montagna”

“20?”

“No!”

“Il 21 alle 12?”

“Acqua!”

(Ve la farò breve ma la battaglia navale è andata avanti qualche minuto)

“Ah guardi abbiamo un buco il 5 alle 13,15”

“Perfetto, la prendo alla mezza da scuola”

“Allora a presto!”

“Grazie e arrivederci!”

Chiudo il telefono e contemporaneamente vengo inondata da una sensazione di panico che si trasforma immediatamente in un senso di vergogna.

Driiiin, driiin!

“Studio dentistico buongiorno!”

“Sì buongiorno, scusi sono quella di poco fa, abbiamo appena chiuso, la mamma di figlia1…. senta abbia pazienza con me… lasciamo tutto com’è, il 28 va benissimo, sa ho sbagliato giorno, confuso gli impegni e le bambine, il 28 figlia1 c’è.”

“….(rumore di sopracciglio alzato)”

“Mi scusi ma sa, sono un disastro ahahhaah!”

“Va bene signora, non c’è problema” dice lei, mentendo.

Appunto per il futuro: quando prendi un appuntamento poi fidati della te stessa di 10 minuti prima, o almeno controlla l’agenda anziché basarti sul ricordo degli avvisi di tua figlia, soprattutto in virtù del fatto che la tua memoria lavora a minuti alterni la sibillina, ti fa prendere l’appuntamento nel giorno giusto ma poi ti insinua il dubbio!

Anche oggi la figura di merda quotidiana è andata.

Let it go

Se i vostri figli rubano del ghiaccio mentre state sbrinando il freezer e ci giocano in soggiorno facendolo diventare una palude, arriverete alla conclusione che la mamma di Elsa abbia finto il naufragio.

📣 Volevo dire a quelle che portano tutto ciò che c’è scritto nell’avviso il giorno successivo, che non riusciranno a farci sentire più inadeguate di quanto siamo già.

🎶 Sha-la-lla-lla-la-là 🎶

Giovedì Gnocca: VICTORIA BECKHAM.

Per omaggiare la nascita del terzo royal baby, questa settimana il GIOVEDÌ GNOCCA si occuperà di un’altra illustre mamma britannica: Victoria Beckham.

Non è vero, figuratevi quanto ce ne frega del royal baby. È proprio che ci sta simpatica Vic, perchè se c’è una sua caratteristica che salta subito all’occhio è la grande solarità che emana.

Victoria raggiunge la fama planetaria nel 1994 come membro della band femminile delle Spice Girls, e se non le conosci sei troppo giovane per seguire questa pagina.

Le viene dato il soprannome di Posh, letteralmente “snob, chic, elegante”, per lo stile che la contraddistingue. Il che ci porta a fare una riflessione seria sul concetto di eleganza negli anni 90.

Dopo aver scalato tutte le classifiche mondiali con il suo gruppo, Posh Spice tenta la carriera solista come le altre, uscendone come la componente con meno vendite all’attivo, davvero inspiegabilmente. Si dedica dunque alla moda, ottenendo grandi risultati come stilista e ricevendo per questo una prestigiosa onorificenza da Sua Maestà. Chi non possiede un accessorietto di Victoria Beckham.

All’approssimarsi del nuovo millennio, anche la vita affettiva della nostra divona subisce una svolta e nel 1999 sposa quel pezzo di calciatore di David Beckham, festeggiando le nozze nel castello irlandese di Luttrellstown all’insegna della sobrietà che da sempre caratterizza la coppia.

Dall’unione nascono Brooklyn Joseph, Romeo James, Cruz David e Harper Seven. Quando alle 18 ora di Greenwich, Victoria comincia a chiamare i figli a tavola, più che l’ora di cena sembra una sessione di Nomi-Cose-Città strillata. Perchè in fondo tutto il mondo è paese, e #mammadimerda vuole credere che non solo in casa sua l’ora dei pasti sembri un blitz dei Nocs: “TU, VIENI QUA. Mettiti seduto. TI HO DETTO STAI SEDUTO E NON TI MUOVERE. ALZATI E AMMAZZO TUO PADRE”.

Ad Aprile la nostra Posh mamma ha compiuto gli anni ed ha affidato alla rete il suo messaggio d’amore per i figli allegando l’immagine della torta da loro donatale, un pezzo di spugna secca con un’idea di fragole ipocaloriche: “Quanto mi conoscono”, non si capisce bene se riferendosi alla sua passione per le spugne fruttate o per le diete che sembrano essere l’autentica vocazione della cantante, modella nonché stilista inglese.

Gli attestati di affetto per la sua famiglia fioriscono sulle labbra di Vittoria, come quando ha dichiarato che il ruolo di suo marito è di essere bello, mentre lei è quella simpatica, pensa te quanto ci si può sbagliare nella vita. Niente meno uno dei consigli che elargisce più spesso alla figlia è proprio quello di sorridere tanto. Me la immagino mentre glielo suggerisce con quella sua tipica espressione di una che ha appena assaggiato un cucchiaino di merda.

Ma in fondo quante sciocchezze siamo costrette a dire da madri, tipo che l’alcol fa male.

Comunque, Victoria, la massima con la quale ti collochiamo definitivamente nell’Olimpo è quella che recita che con un paio di occhiali scuri e dei tacchi alti si nascondono tutti i difetti.

Se intendiamo degli occhiali 42 pollici e dei tacchi da puntellare direttamente sotto al culo, mi trovi perfettamente d’accordo.